Mettendo a riposo l’eroina sexy di Tomb raider ed aspettando una nuova maternità (secondo quello che afferma il gossip – web ), Angelina Jolie si concede l’esperienza di dirigere il suo primo film (di cui ne è anche la produttrice): In the land of blood and honey.
Considerando che “la terra” in questione è la Bosnia, e che il periodo di riferimento sono gli anni tra il 1992 e il 1995 cioè quelli in cui scoppio una cruenta guerra civile con 100.000 morti, si comprende perché nel titolo del film rientrino le parole sangue e miele.
Il sangue è per i morti mentre la dolcezza del miele è per tutte le donne che durante quella guerra (ma anche in tutte le guerre) hanno subito la violenza fisica da parte di un nemico che poteva essere il vicino di casa in tempo di pace.
Un tema difficile per un esordio da regista che sembra essere stato affrontato da Angelina Jolie con molta determinazione e coinvolgimento emotivo – lo stesso che hanno subito gli attori durante le scene di stupro di massa tanto che alla fine delle riprese gli attori uomini, tutti appartenenti all’ex – Jugoslavia, si sono prodigati in mille gentilezze verso le colleghe quasi a farsi perdonare per quello che il copione imponeva loro – e il risultato si vedrà presto anche qui in Italia.
Da quello che si può giudicare dalle scene del trailer forse possiamo aspettarci la nascita di una nuova stella della regia: d’altronde lei stessa afferma di essersi ispirata a Clint Eastwood (suo è il film Changeling quasi premio Oscar come migliore attrice per la Jolie) e il suo modo di dirigere un film trasformando un set in una grande famiglia ottenendo risultati più che eccellenti. Eppure lo stesso Eastwood ha iniziato la sua gavetta interpretando l’indimenticabile pistolero nella trilogia dei western di Sergio Leone: quantio avrebbero scommesso nel suo brillante futuro da regista?